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Redditometro, spedite le prime lettere

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fiscoIl redditometro è uno strumento di accertamento sintetico del reddito, che consente al fisco italiano una determinazione indiretta del reddito complessivo del contribuente, basata sulla capacità di spesa del medesimo.
Attraverso il redditometro, l'Agenzia delle Entrate prende come riferimento il possesso o la disponibilità di taluni beni che sono sintomo (indicatori) di capacità contributiva e associa agli stessi un certo reddito, utilizzando appositi coefficienti e dati tratti da un Decreto ministeriale del Ministero dell'Economia e delle Finanze.

Così facendo, individua una sorta di reddito "congruo" in relazione al mantenimento di ogni bene. I singoli redditi associati ai beni vengono cumulati, con opportune aggiustamenti di decurtazione, dando vita al reddito sintetico complessivamente accertato in capo al contribuente.

Qualora il reddito individuato risulti maggiore rispetto a quello dichiarato, e lo scostamento sia superiore a 1/5, l'amministrazione finanziaria sarà legittimata a emettere un avviso di accertamento, basato proprio su tale rideterminazione sintetica del reddito.

La ratio è, in sostanza, che se il contribuente ha potuto permettersi certe spese, avrà dovuto pur finanziarle in un certo modo, che il fisco presume essere la percezione di redditi in nero.
Spetterà a questo punto al contribuente dimostrare che il mantenimento dei beni che risultano in suo possesso è finanziato da redditi esenti (e come tali non suscettibili di dichiarazione), da smobilizzi patrimoniali, da elargizioni del coniuge o genitore o, in generale, offrire qualunque giustificazione che escluda la percezione di redditi non dichiarati al fisco.

Ebbene le prime lettere sono state spedite ai contribuenti che sono considerati dall'agenzia delle Entrate a rischio evasione, per la differenza troppo marcata fra le spese effettuate nel periodo d'imposta 2009 e il reddito dichiarato. In alcuni casi sono già stati effettuati gli incontri di confronto con i contribuenti.

Comincia, dunque, a prendere corpo il meccanismo contestazione-contraddittorio che dovrebbe garantire un efficace utilizzo del redditometro.
La spedizione non è avvenuta in un unico scaglione: una volta selezionate centralmente le posizioni a rischio le indicazioni vengono inviate alle direzioni provinciali, che hanno il compito di realizzare un'ulteriore scrematura in vista dell'accertamento. Da qui la differente velocità degli invii.
Lo strumento, rilanciato negli anni scorsi, aveva visto la luce alla fine del 2012 con l'abbandono dei coefficienti moltiplicatori che lo avevano caratterizzato nel passato e aveva puntato su un ventaglio molto più ampio di spese, anche grazie alle maggiori informazioni a disposizione dell'Erario. Il redditometro era, però, finito sotto il tiro incrociato delle polemiche, in particolare per il ruolo attribuito alle spese medie Istat e per la presunte violazioni della riservatezza.

Bloccato dal Garante della privacy proprio quando se ne attendeva la partenza, è stato definitivamente ultimato lo scorso marzo, quando l'Agenzia, con la circolare n. 6/2014, ha fatto proprie le osservazioni del Garante, abbandonando, per esempio, le spese medie. Una volta conclusa la stesura delle lettere, l'operazione è potuta partire.
Le comunicazioni che stanno arrivando ai contribuenti invitano a presentarsi agli uffici dell'agenzia delle Entrate, indicando giorno e ora dell'appuntamento. Dal momento della ricezione il contribuente avrà 15 giorni per chiedere un cambio di data. La lettera avrà poi l'indicazione delle spese attribuite al contribuente, oltre a spazi che consentiranno al soggetto di fornire informazioni aggiuntive all'Agenzia. Si potranno, per esempio, riportare anche i dati relativi ai saldi iniziali e finali del conto corrente.
Va ricordato che la lettera specificherà che, in caso di mancata presentazione o di mancata fornitura di dati o notizie, l'Agenzia potrà decidere di utilizzare ulteriori strumenti di indagine e sanzionare il contribuente.

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