HomeImprese newsDistretti del cibo – Decreto MIPAAFT: importanti modifiche per i pubblici esercizi

Distretti del cibo – Decreto MIPAAFT: importanti modifiche per i pubblici esercizi

distretti del cibo

Con Decreto 22 luglio 2019 il MIPAAFT, di concerto con il MISE,ha disciplinato i criteri, le modalità e le procedure per l’attuazione degli interventi per la creazione e il consolidamento dei distretti del cibo.

Nel corso dell’iter di redazione e approvazione del testo, Fipe (Federzione Italiana Pubblici Esercizi) è stata più volte interpellata dai Dirigenti competenti del MISE, ai quali sono stati segnalati diversi profili di criticità, ma, tra le diverse proposte di modifica, solo alcune hanno ricevuto accoglimento.

In particolare erano emerse ingiustificate disposizioni a esclusivo favore delle imprese agricole, con conseguente mancato rispetto delle finalità che avevano portato all’istituzione dei distretti del cibo - espressamente destinati a “promuovere lo sviluppo territoriale, la coesione e l'inclusione sociale, favorire l'integrazione di attività caratterizzate da prossimità territoriale, garantire la sicurezza alimentare, diminuire l'impatto ambientale delle produzioni, ridurre lo spreco alimentare e salvaguardare il territorio e il paesaggio rurale”

Grazie all’intervento della Federazione è stata scongiurata la possibilità che tali soggetti svolgessero anche la somministrazione di prodotti alimentari, originariamente prevista nella bozza dello schema di Decreto e che avrebbe comportato l’illegittima attribuzione al settore agricolo di un’attività riservata dall’ordinamento ai soli pubblici esercizi.
Ci si riferisce, anzitutto, all’art. 5, comma 2 del provvedimento, che individua quali unici soggetti beneficiari delle agevolazioni del contratto di distretto:

• le imprese che operano nel settore agricolo e agroalimentare;
• le organizzazioni di produttori agricoli e le associazioni di organizzazioni di produttori agricoli;
• le società costituite tra soggetti che esercitano l'attività agricola e le imprese commerciali e/o industriali e/o addette alla distribuzione, purché almeno il 51 per cento del capitale sociale sia posseduto da imprenditori agricoli, cooperative agricole e loro consorzi o da organizzazioni di produttori;
• i distretti del cibo, laddove costituiti in forma societaria.

Pertanto, fra i soggetti beneficiari, vengono escluse altre indispensabili componenti della filiera, tra cui le imprese della ristorazione. E’ stato segnalato che l’esclusione di quest’ultime appare del tutto irragionevole, considerato che le risorse economiche stanziate dovrebbero essere destinate a valorizzare tutti gli operatori della filiera agroalimentare, tenuto conto che tra le finalità individuate dalla legge istitutiva dei distretti ne figurano alcune – come la sicurezza alimentare e la riduzione dello spreco alimentare – il cui completo perseguimento impone necessariamente anche il coinvolgimento delle imprese che effettuano l’attività di somministrazione di alimenti e bevande ai consumatori.

Vale la pena evidenziare però che l’azione della Federazione ha condotto a un’importante modifica della disposizione di cui all’art. 6, comma 1, lett. b), che, nella versione di testo provvisoria prevedeva tra gli interventi ammissibili alle agevolazioni anche gli “investimenti per la trasformazione di prodotti agricoli e per la commercializzazione di prodotti agricoli e somministrazione di prodotti alimentari”.

L’inclusione della “somministrazione di prodotti alimentari” fra gli interventi ammissibili risultava del tutto inconferente, atteso che, come già rilevato, fra i soggetti beneficiari delle agevolazioni non venivano – e non vengono – individuati i pubblici esercizi, vale a dire gli unici operatori legittimati dalla legge a svolgere attività di somministrazione di alimenti e bevande.
Senonché, nel testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale il riferimento alla somministrazione di prodotti alimentari è stato del tutto espunto; trattasi di un risultato importante in quanto, diversamente, sarebbe stata illegittimamente attribuita al settore agricolo la facoltà di effettuare attività di somministrazione di alimenti.

Per un’analisi più dettagliata del provvedimento si rinvia alla lettura completa del testo che, per maggiore comodità, si allega.

SCARICA IL PROVVEDIMENTO COMPLETO

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