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Previdenza: Insieme al Cupla per il Bonus ai pensionati

A cura di Gianni Tel

La nostra Associazione insieme al Cupla ha chiesto al Governo di estendere il bonus Irpef di 80 euro anche ai pensionati

Si è Svolto a Roma, il 14 Settembre scorso, alla presenza del ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti, la presentazione del Rapporto Cer-Cupla 2016 dal titolo Fisco e inadeguatezza dell’indicizzazione allargano il disagio dei pensionati. Come già anticipato nella nostra rivista di giugno 2016, Pensionati: basta con i tagli e le iniquità, questa nuova indagine offre spunti di grande attualità e costituisce un’importante base di riflessione e proposte. Negli ultimi sette anni le pensioni medio-basse hanno fatto registrare, al netto del prelievo fiscale, una perdita del potere di acquisto del 4%, che tradotto in valori assoluti ammonta mediamente a 70 euro mensili.

http://tucunarerestaurant.com/?kaminous=quiero-conocer-gente-en-vilassar-de-mar I CONTENUTI DEL CONVEGNO

Si è sottolineato, nel corso del convegno, che le manovre in Italia dal 2008 in poi, con l’austerity e i vincoli di bilancio hanno reso difficile, se non impossibile, una qualunque politica espansiva per riattivare il motore della crescita e garantire risorse per sostenere il sistema di welfare. La perdurante crisi economica ha aggravato le disuguaglianze ed ha aumentato le persone in condizione di povertà. I tagli alla spesa sociale, al sistema sanitario, le pensioni povere sono questioni non più procrastinabili che investono l’attuale Governo. Si invoca il rigore in Europa, ma è proprio questo rigore che deprime gli investimenti ed incide negativamente sul Pil (Prodotto Interno Lordo), in una spirale negativa che tende a sottrarre risorse per la spesa sociale e ad allargare le disuguaglianze sociali.

È giunto il momento di cambiare rotta ed è sbagliato contrapporre lo Stato sociale alla crescita economica. anzi è proprio lo Stato sociale il motore di sviluppo e di slancio che potrebbe far ripartire il nostro Paese.

Gli anziani hanno maggiormente pagato gli effetti della crisi e la ripresa resta lenta se la parte meno agiata, e più numerosa, dei cittadini non ha la capacità di spesa.

È arrivato il momento di riconoscere quello sforzo che i pensionati hanno sostenuto negli anni della crisi contribuendo ai bilanci familiari, mitigando spesso gli effetti negativi di vita all’interno delle famiglie. Il Censis ha recentemente indicato che sette milioni di anziani si prendono cura delle famiglie e dei nipoti e offrono loro aiuto economico. Molti di loro si dedicano quotidianamente al volontariato e svolgono un ruolo di servizio sussidiario, di cura giornaliero non riconosciuto. Molti altri sopperiscono ai servizi carenti e di fatto svolgono un servizio di welfare informale. È lo spirito e la responsabilità a contraddistinguere l’invecchiamento attivo.

conocer gente otro pais LE PROPOSTE

In estrema sintesi sono queste le quattro proposte di 50&Più e del Cupla avanzate al Governo:

  • madrid actividades culturales estendere il bonus Irpef di 80 euro anche ai pensionati con un reddito imponibile compreso tra 6,5 e 10mila euro l’anno, mentre per coloro che hanno un reddito compreso tra i 10 e i 12mila euro il godimento sarebbe parziale e progressivamente decrescente. il costo finanziario simulato, pari a 2,6 miliardi, verrebbe riconosciuto a 3,2 milioni di pensionati (autonomi il 40% e dipendenti il 60%), con un beneficio medio annuo di 810 euro;
  • North Royalton utilizzare un indice dei prezzi più specifico che rifletta maggiormente le caratteristiche del paniere di spesa dei consumatori pensionati, in cui sia adeguatamente ampio il peso dei beni alimentari, energetici, dei servizi sanitari e spese per la salute. andrebbe utilizzato l’indice dei prezzi armonizzato per tutti i Paesi dell’Unione europea (Ipca), abbandonando l’attuale indice dei prezzi per le famiglie di operai e impiegati (Foi);
  • definire e condividere un sistema di perequazione delle pensioni stabile e in grado di garantire un potere di acquisto adeguato nel tempo;
  • adeguare gradualmente gli attuali importi minimi di pensione agli standard europei, in applicazione dei principi della carta Sociale europea che ha indicato per queste prestazioni (502 euro mensili per il 2016) la soglia del 40% del reddito medio nazionale equivalente (circa 650 euro mensili).

LA RISPOSTA DEL MINISTRO

il Ministro del Lavoro Poletti nel suo intervento ha chiarito che all’attuale tavolo di concertazione (Governo/ Sindacati) le questioni sono tante: dall’anticipo pensionistico (ape) ai requisiti di pensione per i lavoratori precoci, per i lavori usuranti e alle ricongiunzioni contributive non più onerose.

Sull’aumento delle pensioni medio basse la soluzione già analizzata, che sta trovando al tavolo di concertazione una quasi possibile soluzione positiva, è quella di aumentare la 14ª mensilità già prevista dal 2007. Tale assegno dovrebbe essere concesso ad un milione e duecentomila persone in più, alzando da 750 a 1.000 euro al mese l’asticella massima per averne diritto. Un piccolo aumento, non più del 25%, ci sarà anche per chi la 14ª la percepisce già.

Alla richiesta del Cupla, in un percorso di dialogo e proposte sull’importanza del ruolo dei pensionati con un impegno attivo e propositivo e con proposte puntuali e concrete, il ministro ha chiarito che nelle prossime occasioni di incontri del ministero del lavoro con le parti sociali non mancherà l’attenzione di invitare i rappresentanti del nostro Comitato Unitario per ascoltare, discutere e valutare le proposte che verranno presentate.

Si riporta la nota stampa con la quale il nostro presidente Renato Borghi ricorda, tramite i media, la discriminazione che questa prestazione prevede - più volte rivendicata ai vari interlocutori di Governo in questi anni - ed auspica che in questa occasione possa trovare una positiva soluzione di equità.

Alla presentazione del Rapporto

RAPPORTO CER/CUPLA 2016

«L’EQUITÀ DEVE VALERE PER TUTTI»

Questa la dichiarazione del presidente di 50&Più, Renato Borghi

A margine della presentazione del Rapporto Cer-Cupla 2016, Fisco e inadeguatezza dell’indicizzazione allargano il disagio dei pensionati, Renato Borghi, presidente di 50&Più, sottolinea: «In questi ultimi mesi al tavolo di confronto Governo-Triplice Sindacale, oltre alla soluzione di uscita anticipata pensionistica (Ape), si è valutata per i pensionati la possibilità di aumentare la 14ª mensilità già prevista dal 2007. Tale assegno dovrebbe essere concesso ad un milione e duecentomila persone in più, alzando da 750 a 1.000 euro al mese l’asticella massima per averne diritto. Un piccolo aumento, non più del 25%, ci sarà anche per chi la 14ª la percepisce già». Borghi ha poi ricordato che la proposta del presidente del Consiglio Renzi di aumentare tutte le “minime” non ha trovato ascolto da parte della Triplice Sindacale, secondo la quale il bonus di 80 euro mensili costerebbe troppo. Se poi questa strada è già segnata, va chiarito che nel 2007 per i pensionati autonomi (artigiani, commercianti, coldiretti) sono stati stabiliti tre anni in più nelle relative tre fasce di età contributiva legate agli aumenti pensionistici (vedi Tabella). «Questa resta, ancora una volta, un’impostazione preconcetta: non si comprende perché un trattamento di sostegno al reddito, che deriva da risorse della collettività, possa differenziare i pensionati a seconda dell’appartenenza ad una o all’altra categoria, violando ogni principio di giustizia sociale e costituzionale. Ritengo e auspico - ha proseguito Borghi - che in questa occasione di modifica della normativa si possa trovare una soluzione di equità che valga per tutti».

ANNI DI CONTRIBUZIONE 14ª MENSILITA’
Dipendenti Autonomi Attuale Futura
Fino a 15 Fino a 18 336 euro 420 euro
Oltre 15 e fino a 25 Oltre 18 e fino a 28 420 euro 525 euro
Oltre 25 Oltre 28 504 euro 630 euro

 

(Tratto da 50&Più, nr. 10 - Ottobre 2016, pag. 84/85 - Tutti i diritti riservati)

 

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