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Lavoro a tempo determinato: le modifiche del “Jobs Act”

Lavoro a tempo determinato

jobs-actDopo le novità intervenute negli ultimi anni la disciplina del contratto di lavoro a tempo determinato viene nuovamente modificata dalla Legge 16 maggio 2014 n.78 che da piena operatività al “Jobs Act”.
Le novità introdotte riguardano i seguenti aspetti del rapporto di lavoro a termine:
- è ampliato il ricorso alla cosiddetta acausalità;
- è modificata la possibilità di ricorso alla proroga;
- è introdotto un limite numerico massimo per la stipula di contratti da parte di ciascun datore di lavoro;
- è modificato il regime del “diritto di precedenza”.

Acausalità
E’ eliminata la necessità di individuare cause giustificative per l’apposizione di un termine ad un contratto di lavoro. Pertanto il contratto a tempo determinato diviene sempre acausale. La durata massima è elevata a 36 mesi (comprensivi di eventuali proroghe). Può essere utilizzato per qualunque tipo di mansione.
Rammentiamo che l’apposizione del termine deve risultare da atto scritto.

Proroghe
E’ modificatala possibilità di ricorso alla proroga in quanto ora consentita sino ad un massimo di cinque volte, nel limite di 36 mesi, a prescindere dal numero di eventuali rinnovi.

In altri termini è ora possibile nei confronti di ogni lavoratore:
- o stipulare una contratto prorogabile sino a cinque volte per una durata massima di 36 nesi;
- o stipulare più contratti che nell’arco di 36 mesi possono essere complessivamente prorogati non più di cinque volte.

Unica condizione è che tali proroghe si riferiscano alla stessa attività lavorativa (stesse mansioni), per la quale il contratto è stato originariamente stipulato.

Limite quantitativo
Il numero totale di rapporti di lavoro a tempo determinato instaurati da ciascun datore di lavoro non può superare il limite del 20% del numero di rapporti a tempo indeterminato presente nell’azienda (conteggiato al 1 gennaio dell’anno di assunzione).
Questo limite non trova applicazione nei confronti delle imprese che occupano fino a 5 dipendenti, per le quali è sempre ammessa la stipula di almeno un contratto di lavoro a termine.
In caso di sforamento dei limiti la sanzione è pari a:
- 20% della retribuzione per ciascun mese o frazione di mese superiore a quindici giorni di durata del rapporto di lavoro, qualora la violazione si riferisca ad un solo lavoratore;
- 50% della retribuzione in caso i lavoratori in eccedenza siano due o più.

Diritto di precedenza
E’ attribuito un diritto di precedenza nelle assunzioni effettuate nei 12 mesi successivi alla cessazione del rapporto di lavoro a tempo determinato a favore del lavoratore impiegato (con uno o più rapporti) per almeno 6 mesi. Per le lavoratrici il diritto di precedenza è esteso anche alle assunzioni a tempo determinato e nei sei mesi si computa anche l’eventuale periodo di congedo obbligatorio per maternità.

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