Imposta di soggiorno – ruolo del gestore della struttura ricettiva

In materia di imposta di soggiorno, la giurisprudenza amministrativa ha finora costantemente affermato che il gestore della struttura ricettiva non ha il ruolo di sostituto o responsabile di imposta. Anche la Corte dei Conti, nella sentenza delle sezioni riunite n. 22 del 22 settembre 2016  ha ribadito che i soggetti passivi del rapporto tributario sono esclusivamente “coloro che alloggiano nelle strutture ricettive”. Di conseguenza il gestore della struttura ricettiva è del tutto estraneo al rapporto tributario, non potendo assumere, nel silenzio della norma primaria, la funzione di “sostituto” o “responsabile d’imposta”, né tale ruolo potrebbe essergli attribuito dai regolamenti comunali.

La Corte dei Conti ha però qualificato il gestore come “agente contabile”, anche se di fatto, con conseguente obbligo di rendere il “conto giudiziale” mediante l’utilizzo di un apposito modello (modello 21 approvato con DPR n. 194/1996) su cui riportare le somme riscosse a titolo di imposta dagli ospiti nel corso dell’esercizio finanziario e le somme periodicamente riversate alla tesoreria del Comune.

Da tale qualifica sono derivate anche ulteriori pesanti conseguenze di carattere penale. Alcuni magistrati hanno infatti ritenuto che l’albergatore, in quanto “incaricato di pubblico servizio”, nel caso in cui non riversi nei termini previsti l’imposta di soggiorno, debba rispondere del reato di peculato (punito da 4 anni a 10 anni e 6 mesi di reclusione).

Nel contempo, il decreto legge “manovrina” n. 50 del 2017 (articolo 4, comma 5 ter), in materia di imposta di soggiorno, ha previsto il ruolo di “responsabili di imposta” per i portali e gli intermediari che incassano i corrispettivi ed i canoni relativi alle locazioni brevi. Secondo l’IFEL (Fondazione dell’ANCI), con tale disposizione si è voluto cambiare anche il ruolo dei gestori di strutture ricettive, che non sarebbero più “agenti contabili” ma “responsabili del pagamento dell’imposta”.

Di diverso avviso l’ANUTEL (Associazione Nazionale degli Uffici Tributi Enti Locali), che ritiene invece che l'ambito applicativo del comma 5 ter dell’articolo 4 debba ritenersi delimitato alle sole locazioni brevi. L’articolo 4 del decreto legge n. 50 del 2017 è infatti denominato “regime fiscale delle locazioni brevi” e, quindi, ciò farebbe escludere che la responsabilità si estenda comunque all’imposta di soggiorno incassata dal gestore di strutture ricettive.

Sono in corso approfondimenti per verificare quali conseguenze deriverebbero in sede giudiziale dalle differenti interpretazioni per i gestori delle strutture ricettive, nella consapevolezza della necessità che vengano comunque colmate le lacune della normativa vigente e che si faccia chiarezza sui compiti e le responsabilità per i soggetti tenuti alla riscossione dell’imposta.

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