Decreto pane fresco: per i consumatori finalmente chiarezza sul pane

panettiere-panificatori-panificio

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La Federazione Italiana Panificatori esprime grande soddisfazione per l’emanazione del Decreto Interministeriale n. 131 del 1° ottobre 2018 “Regolamento recante disciplina della denominazione di “panificio”, di “pane fresco” e dell’adozione della dicitura di “pane conservato” grazie al quale, finalmente, a livello nazionale tutti i consumatori italiani avranno la possibilità di distinguere il pane veramente fresco da quello conservato, precotto e surgelato o esclusivamente completato nella cottura sul punto vendita.

Di seguito le parti salienti del Regolamento (Decreto 131/2018) che, dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (n. 269 del 19/11/2018) entrerà in vigore dal prossimo 19 dicembre 2018.

“È denominato «fresco» il pane preparato secondo un processo di produzione continuo, privo di interruzioni finalizzate al congelamento o surgelazione, ad eccezione del rallentamento del processo di lievitazione, privo di additivi conservanti e di altri trattamenti aventi effetto conservante”.

Analogamente, il provvedimento riserva la denominazione di “panificio” alla sola “impresa che dispone di impianti di produzione di pane ed eventualmente altri prodotti da forno e assimilati o affini e svolge l’intero ciclo di produzione dalla lavorazione delle materie prime alla cottura finale.”

Infine, e altrettanto importante, per il pane posto in vendita dopo conservazione, l’obbligo di porlo in vendita con una dicitura aggiuntiva che ne evidenzi il metodo di conservazione utilizzato (ad es. congelato, precotto surgelato, in atmosfera modificata, ecc.) nonché, “Al momento della vendita, il pane per il quale è utilizzato un metodo di conservazione durante la sua preparazione o nell’arco del processo produttivo (ed è il caso più comune, quello del pane precotto che viene solo completato nella cottura sul punto vendita), deve essere esposto in scomparti appositamente riservati.”

Si completa così, dopo oltre 12 anni di attesa, il lungo iter iniziato con le proposte di modifica della Federazione Italiana Panificatori al Decreto Bersani sulle liberalizzazioni, sottoposte e integralmente recepite dal Parlamento nella legge di conversione (248/2006) ma fino ad oggi inapplicabili poiché prevedevano l’emanazione di un regolamento attuativo entro 12 mesi. Sono invece trascorsi ben 12 anni ma anche se solo oggi, finalmente, la garanzia per il consumatore di acquistare pane realmente fresco e non semplicemente “caldo” spacciato per appena fatto diventa reale.

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