Decreto Dignità: cosa cambia per la tua impresa

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Entrato in vigore il 14 luglio il Decreto Dignità modifica i contratti a termine limitandone l’uso. Il contratto non potrà avere durata superiore ai 12 mesi, l’eventuale rinnovo è ammesso per non più di quattro proroghe e durata massima 24 mesi esclusivamente a fronte di esigenze temporanee ed oggettive. La misura si applica anche ai contratti di somministrazione a tempo determinato. Per contrastare il licenziamento e favorire contratti di lavoro più stabili viene aumentato il contributo addizionale del 0,50% a carico del datore di lavoro che rinnova a tempo determinato; viene aumentato del 50% l’indennizzo spettante al lavoratore licenziato senza giusta causa, arrivando sino a 36 mensilità.

Il provvedimento introduce sanzioni per le imprese che delocalizzano dopo aver beneficiato del sostegno pubblico, non è possibile trasferire l’attività nei 5 anni successivi il beneficio.

Viene ridotto il redditometro, si attende da parte del Mef un nuovo Decreto, dopo aver sentito il parere dell’Istat e delle associazioni dei consumatori maggiormente rappresentative. Cambiano inoltre i termini di invio delle Spesometro, i dati relativi al terzo trimestre dovranno essere inviati entro la fine di febbraio 2019, i contribuenti che hanno fatto opzione dell’invio semestrale provvederanno all’invio del primo semestre entro la fine di settembre, mentre il secondo semestre dovrà essere trasmesso entro la fine di febbraio 2019. Viene abolito lo split payment per i professionisti che erogano servizi alla Pubblica Amministrazione i cui compensi sono soggetti a ritenuta alla fonte.

In contrasto al fenomeno della ludopatia il Decreto vieta la pubblicità di giochi e scommesse con vincite in denaro, sono esclusi i contratti in essere e le lotterie differite ed i “loghi sul gioco sicuro e responsabile dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli”. La violazione prevede una sanzione del 5% sul valore del contratto con un minimo di 50 mila euro.

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