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Credito d’imposta affitti – Decreto “Rilancio” – istruzioni operative

credito d'imposta affitti

credito imposta affitti

Decreto legge “Rilancio” (D.L. 19 maggio 2020, n. 34) – Credito d'imposta per i canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo e affitto d'azienda  

Con Circolare n. 14/E del 6 giugno 2020, l’Agenzia delle Entrate ha fornito i primi chiarimenti di carattere interpretativo e operativo sull’utilizzo della misura agevolativa introdotta dall’articolo 28 del decreto “Rilancio”.

Per contenere gli effetti economici negativi derivanti dall'emergenza epidemiologica, viene riconosciuto un credito d’imposta commisurato all’ammontare dei canoni di locazione, leasing o concessione di immobili ad uso non abitativo, o dei canoni dovuti in relazione a contratti di servizi a prestazioni complesse o di affitto d’azienda che comprendono almeno un immobile a uso non abitativo.

Beneficiari:

  • Chi svolge attività d’impresa, arte o professione, con ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro nel periodo d'imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto Rilancio;
  • Strutture alberghiere e agrituristiche a prescindere dal volume di ricavi e compensi registrato nel periodo d'imposta precedente. Inclusi anche coloro che svolgono un’attività alberghiera o agrituristica stagionale (in tal caso, i mesi da prendere a riferimento ai fini del credito d’imposta sono quelli relativi al pagamento dei canoni di aprile, maggio e giugno);
  • Enti non commerciali, compresi gli enti del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti. Per questi ultimi l’eventuale svolgimento di attività commerciale in maniera non prevalente rispetto a quella istituzionale non pregiudica la fruizione del credito d’imposta anche in relazione a quest’ultima attività;
  • I forfetari;
  • Le imprese agricole.

Nel documento, inoltre, viene chiarito che il credito  spetta a prescindere dalla categoria catastale dell’immobile, rilevando l’effettivo utilizzo dello stesso nelle attività.

Infine, si evidenzia che è possibile utilizzare da subito il credito d’imposta in compensazione, con il modello F24, utilizzando il codice tributo “6920”, istituito con la Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 32/E del 6 giugno 2020.

 

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