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CIR: sentenza storica – Regione Lombardia vince in Corte Costituzionale

CIR: sentenza storica

La Corte Costituzionale ha ritenuto infondato il ricorso con il quale era stata impugnata la legge regionale n. 7 del 2018 che ha istituito il CIR (Codice Identificativo di Riferimento) che deve essere indicato negli annunci di promozione e commercializzazione delle CAV (Case e appartamenti per vacanza) e degli appartamenti dati in locazione turistiche.

Il pronunciamento della Corte conferma la ragionevolezza con la quale Regione Lombardia ha previsto che anche i locatori turistici e i relativi intermediari debbano munirsi di un apposito codice identificativo di riferimento per ogni singola unità ricettiva.

Il CIR si conferma, dunque, una modalità amministrativa semplice e finalizzata a far emergere un fenomeno turistico nuovo e sempre più diffuso che consiste nella concessione in godimento a turisti di immobili di proprietà, a prescindere dallo svolgimento di un'attività imprenditoriale, e ciò al fine specifico di esercitare al meglio le proprie funzioni di promozione, vigilanza e controllo sull'esercizio delle attività turistiche.

Le motivazioni di questa sentenza, che definiamo storica, non lasciano spazio ad altre interpretazioni. Regione Lombardia è stata ancora una volta apripista nazionale nel normare un fenomeno lasciato per troppo tempo senza regole. Il CIR è un primo importante strumento in grado di dare ordine e tutela alla sicurezza del viaggiatore nonché agevolare le attività di controllo da parte delle autorità. In Lombardia è in vigore dal 1° novembre 2018 ed oggi se ne ribadisce l'efficacia.

 

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