Bonus famiglia 2019: bonus nido, bonus bebè e bonus mamma domani

bonus bebe

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La legge di bilancio ha confermato per il 2019 il cosiddetto "bonus asilo nido", per il quale le nuove richieste potranno essere inoltrate all'Inps dalle 10 di lunedì 28 gennaio. Rispetto alla formula introdotta nel 2016, si tratta di un cambiamento migliorativo per gli utenti: il contributo per il pagamento delle rette di asili nido pubblici e privati - o di forme di assistenza domiciliare (in caso di gravi patologie) - per i bimbi sotto i tre anni (nati dal 1° gennaio 2016) sale da 1.000 a 1.500 euro. Resterà tale dal 2019 al 2021 (la legge di Bilancio ha aumentato di 40 milioni la dotazione sul 2020).

Per presentare la domanda nei prossimi giorni, i genitori dovranno allegare sul portale Inps la documentazione che testimoni il pagamento almeno della retta relativa al primo mese di frequenza. Per l'assistenza domiciliare invece si richiede l'attestazione da parte di un pediatra. L'Istituto ha pronta l'app per facilitare l'invio della documentazione di avvenuto pagamento delle rette, in base alla quale viene mensilmente erogato il contributo. Chi accede a questa forma di contributo, non potrà portare in detrazione fiscale le spese legate alla frequenza degli asili nido (il 19% di quanto speso fino a 630 euro).

Anche il cosiddetto bonus bebè (propriamente è l'assegno di natalità) è confermato, con la novità di una maggiorazione del 20 per cento del sostegno a partire dal secondo figlio in avanti. Questo contributo - da richiedere entro 90 giorni dalla nascita del figlio o dall'ingresso nel nucleo familiare di un bambino o una bambina affidati o adottati - è collegato al reddito. In caso di un ISEE minorenni inferiore ai 7mila euro, la misura è di 1.920 euro e scende invece a 960 euro in caso di indicatore del reddito equivalente fino a 25mila euro. Il pagamento dell'assegno è mensile.

Il bonus "mamma domani", il premio alla nascita da 800 euro destinata alle donne al settimo mese di gravidanza o alle adozioni e affidamenti, resta in vigore. Per quanto riguarda invece il congedo per i papà (anche in questo caso, non si parla solo di nascita ma anche di adozioni e affidi), sale da quattro a cinque giorni e resta ferma la sua fruibilità entro i cinque mesi di vita del figlio. Confermata la possibilità di fruire di un giorno di congedo facoltativo, in alternativa a quelli della madre.

 

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